“L’orientamento libero dagli stereotipi inizia da tempo sin dalla scuola dell’infanzia, nutrendo l’immaginario dei bambini prima che i pregiudizi arrivino a potarlo”
C’è un momento preciso in cui le bambine smettono di credere di poter essere tutto ciò che vogliono. La scienza lo chiama Dream Gap: accade intorno ai sei anni, quando gli stereotipi di genere iniziano a sedimentarsi, sussurrando che la logica, i numeri e la leadership siano “cose da maschi”.
A Parabiago, però, l’Istituto Comprensivo Viale Legnano ha deciso da tempo di non aspettare che queste barriere diventino muri invalicabili. In piena congruenza con questa vision Il 19 e il 29 maggio, le aule della scuola si trasformeranno in un osservatorio privilegiato sul futuro, ospitando manager e leader di aziende della Camera di Commercio Francese in Italia. Sono Role models professioniste che hanno scalato vertici aziendali e che tornano alla scuola secondaria di primo grado per una missione importante : mostrare che il talento non ha genere.
L’orientamento come cura del possibile
Non si tratta della classica “ora di orientamento” dedicata a scegliere l’indirizzo di studio Una visione che la Dirigente Scolastica, Monica Fugaro, difende con determinazione pedagogica:
«Dobbiamo avere il coraggio di iniziare sin dalla scuola dell’infanzia. Non per forzare una carriera, ma per proteggere la libertà di scelta. È un intervento che facciamo con delicatezza, rispettando le configurazioni etiche e cognitive dei piccoli, ma con la fermezza di chi sa che l’immaginario va nutrito prima che i bias inizino a potarlo».
Nelle giornate di fine maggio, il racconto si sposterà dalla didattica orientativa alla vita vera.
Le professioniste afferenti alla rete della Camera di Commercio Francese in Italia non porteranno solo formule o diagrammi, ma storie di resilienza e leadership. Al centro del dibattito, le soft skills: quella capacità di ascolto, empatia e pensiero laterale che spesso le donne portano nei ruoli apicali, trasformando l’ambiente di lavoro.
Perché orientare significa, prima di tutto, permettere a ogni studente di guardarsi allo specchio e vedere non un genere, ma un potenziale infinito.
Il messaggio per le alunne e gli alunni è chiaro: il futuro non è un binario già tracciato, ma un campo aperto. E la prima lezione per imparare a correre è sapere che nessuno può dirti che non puoi farlo.







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