UN’INTERVISTA SPECIALE

Le classi quinte del plesso di “Via Brescia” incontrano la professoressa Monica Fugaro, Dirigente Scolastica dell’Istituto “Viale Legnano” di Parabiago.

Dopo aver sviluppato in classe la tematica del testo espositivo (l’intervista), i ragazzi delle due classi quinte hanno scelto gli argomenti sui quali basare le loro domande e hanno successivamente preparato le stesse; in seguito, attraverso un processo di campagna elettorale e di votazioni democratiche (in collegamento alle tematiche trattate in Storia e in Educazione Civica), hanno scelto i loro portavoce. Gli altri alunni si sono occupati, nel corso dell’intervista, di appuntare le risposte date dalla Dirigente Scolastica.

L’incontro è avvenuto nella mattinata di mercoledì 14 dicembre 2022 e, al termine, agli alunni è stata data la possibilità di visitare il plesso “Rapizzi – Scuola Secondaria di Primo Grado” con uno scopo orientativo.

Gli alunni esplicano alla Preside la metodologia di preparazione dell’intervista; si presentano, comunicano la classe che frequentano e le loro insegnanti.

L’incontro inizia con la Dirigente Scolastica che accoglie gli alunni e si “affida” alle loro domande: erano tutti molto seri in un primo momento e, per rompere il ghiaccio, la DS ha offerto caramelle a questo pubblico cosi speciale. Questo ha aiutato a “rompere il ghiaccio” e a creare un clima disteso e piacevole.

I quesiti, divisi in due macro-aree, hanno evidenziato diversi contenuti: nella prima parte sono state poste alla Dirigente domande relative ai suoi interessi, alle sue passioni al di fuori del “mondo scolastico”; nella seconda parte le domande miravano alla conoscenza, all’approfondimento e alla curiosità dell’ambito scolastico sia personale della Dirigente che dell’Istituto. Gli intervistatori si alzavano e leggevano domande preparate sul cartoncino altri appuntavano con serietà le risposte della preside, che sono proprio queste:

Mattia P. : Iniziamo con alcune domande semplici per rompere il ghiaccio. Qual è il suo sport preferito?

Monica Fugaro: Da ragazza ho fatto ginnastica ritmica: mi piaceva molto ed ero abbastanza motivata , ma non più  brava delle altre; adesso quando ho tempo mi piacciono il pilates e il nuoto.

Mattia P. : Qual è il programma televisivo che le piace di più?

Monica Fugaro: Non guardo molta televisione perché non ho tempo. Quando posso mi piace vedere la televisione in lingua: CNN e BBC. Su Netflix, invece, guardo alcune serie in lingua straniera: Inglese o Spagnolo.

Mattia P. : Qual è il libro che preferisce?

Monica Fugaro: Sono veramente molti i libri che mi piacciono. Mi è particolarmente cara una scrittrice afro – americana, Toni Morrison, che ha la caratteristica di avere nei suoi romanzi solo personaggi neri: scelta molto forte quella di descrivere l’America attraverso personaggi neri. Il romanzo che preferisco di questa scrittrice si chiama “Beloved” (Amatissima).Letto all’università .

Mattia P. : Qual è il suo hobby?

Monica Fugaro: Mi piace molto passeggiare in città e scoprire angoli nuovi e fare shopping, se ciò si può definire un hobby.

Mattia L. : Le piace viaggiare?

Monica Fugaro: Moltissimo!

Mattia L. : Qual è la sua musica preferita?

Monica Fugaro: Ascolto un po’ di tutto; sicuramente la musica americana, ma dipende poi dai momenti.

Mattia L. : Qual è il suo film preferito?

Monica Fugaro: Domanda difficile … mi piace un film che facevo vedere spesso ai miei studenti quando ero professoressa: è un film con Sean Connery e si chiama “Finding Forrester” (Scoprendo Forrester) e parla dell’amicizia tra uno scrittore e uno studente non molto bravo a scuola che poi diventa a sua volta scrittore.

Mattia L. : Quali erano i suoi sogni da ragazza? Alcuni si sono realizzati?

Monica Fugaro: Sì, alcuni si sono realizzati. Da ragazza sognavo di viaggiare, di passare momenti all’estero, di trascorrere il tempo in città, perché sono nata in un paesino in provincia di Salerno e la provincia mi stava stretta. Sognavo di studiare e sogno tutt’ora di continuare a farlo: mi piace tenermi aggiornata.

Riccardo T. : Inizierò a farle alcune domande inerenti alla scuola. In che cosa consiste il suo lavoro?

Monica Fugaro: Questa è una domanda molto complessa. Il lavoro del Dirigente consiste nell’organizzare l’Istituto e presuppone molte responsabilità civili (riguardanti le persone), penali (riguardanti eventuali reati), economiche, contabili, amministrative, dirigenziali. La Dirigente risponde di tutti gli obiettivi e iniziative dell’Istituto.

Riccardo T. : Secondo lei il suo lavoro è difficile?

Monica Fugaro: Difficile non è la parola adatta, è meglio usare il termine complesso. Nella maggior parte dei casi il Dirigente gestisce la complessità. Di solito il Dirigente interviene laddove ci sono dei problemi per poter trovare la soluzione. Il Dirigente si interfaccia e si confronta con diverse categorie di persone: gli uffici scolastici, i dirigenti tecnici, il Ministero, le famiglie, i docenti, ecc. e deve essere in grado di parlare con tutti. Se il Dirigente fosse un animale, sarebbe un camaleonte perché cambia in base alla categoria con cui si relaziona.

Riccardo T. : Che percorso scolastico ha seguito?

Monica Fugaro: Materna, fatta. Primaria, fatta: mia mamma ci teneva che frequentassi una scuola privata, anche se non non mi sentivo pienamente a mio agio per l’eccessivo rigore e severità che, specialmente nei primissimi anni, mi metteva a disagio. Allora poi ho cambiato e sono andata in una scuola pubblica. Ho fatto le Medie e successivamente ho frequentato il Liceo Classico. Al Liceo Classico mi mancava l’Inglese e allora l’ho studiato privatamente. Ho frequentato la facoltà di Lingue, Inglese e Russo, all’Università e ho poi iniziato a lavorare, avendo vinto il concorso Nazionale, ma volevo studiare ancora e per questo mi sono iscritta nuovamente all’Università, alla facoltà di Scienze Politiche. Ho poi iniziato a studiare per il concorso di Dirigente Scolastico e l’ho superato. Al secondo anno da Dirigente Scolastico ho deciso di continuare a studiare e ho fatto un master in “Organizzazione delle Istituzioni Scolastiche”.

Riccardo T. : Perché ha deciso di diventare Preside?

Monica Fugaro: Perché ho incontrato, durante il mio percorso, alcuni dirigenti e mi affascinava vederli lavorare. Inoltre, sono sempre stata una docente molto progettuale e ho pensato che diventando Preside avrei potuto provare a modellare la scuola come la vorrei per i miei studenti. La scuola che provo ad offrirvi, con l’aiuto dei docenti, è una scuola aperta, inclusiva, dove si sta bene. E importante stare in gruppo, lavorare insieme per un obiettivo comune. Penso che in questi quattro anni il nostro Istituto abbia cambiato pelle, si sia modellato.

Riccardo T. : Cosa bisogna fare per diventare Preside?

Monica Fugaro: Studiare tanto! Ho studiato una bibliografia (lista di libri) che proveniva dal Ministero. E’stato molto impegnativo.

Pietro: Quando era studentessa che cosa pensava della scuola?

Monica Fugaro: Nel periodo della scuola elementare  avevo molta ansia da prestazione soprattutto il primo anno  Al secondo anno invece  alla scuola Statale ricordo, invece, meno ansia e un clima meno freddo con un migliore rapporto con gli insegnanti. Almeno questa la mia percezione da bambina .

Pietro: Qual era la sua materia preferita?

Monica Fugaro: Tutte le materie Umanistiche, la Letteratura in tutti i modi possibili e immaginabili. A quattro anni leggevo già i fumetti. Quella che mi piace di meno la volete sapere? Matematica.

Pietro: Da piccola avrebbe mai pensato che da grande avrebbe fatto la Preside?

Monica Fugaro: No, nella maniera più assoluta.

Pietro: Se non facesse la Preside quale altro lavoro le piacerebbe fare?

Monica Fugaro: Mi piacerebbe sicuramente lavorare in azienda, forse e coordinare gruppi di lavoro a livello manageriale.

Meki: Quali sono gli aspetti positivi e negativi della sua professione?

Monica Fugaro: Gli aspetti positivi sono sicuramente gli studenti, la partecipazione a progetti e iniziative. Gli aspetti negativi, invece, sono le persone o le istituzioni che sono restie e fanno fatica ad accettare il cambiamento.

Meki: Come si trova in questa scuola?

Monica Fugaro: Mi trovo bene! Avrei potuto lasciare questa scuola perché i contratti del Dirigente durano 3 anni e andare altrove ma ho deciso di rimanere qui per almeno altri 3 anni per poter portare a termine alcuni progetti che sto seguendo con molta attenzione.

Meki: Tra i suoi ricordi da studentessa c’è qualche episodio accaduto nella sua scuola legato ad atti di bullismo? Cosa ne pensa di questa tematica?

Monica Fugaro: No! Forse perché quando ero piccola io non era un fenomeno così evidente. Ricordo piccoli gruppi, rammento che non si andava d’accordo con tutti, compagni che erano più o meno simpatici, ma atti di bullismo no. Di questa tematica penso che dobbiamo essere tutti attenti nel rispettare i nostri compagni e ogni volta che accolgo i primini dico sempre a loro “se incontrate tra di voi qualcuno che non si sente a proprio agio, è più timido, non ha amici, proviene da un’altra città, fate voi lo sforzo di coinvolgere questa persona, fate voi il primo passo”.

Meki: C’è stato qualche insegnante che ha lasciato un segno o un ricordo indelebile nel suo percorso scolastico?

Monica Fugaro: Sì, ce ne sono stati tanti. Ricordo la maestra della Primaria: così elegante e a modo. Ricordo la docente di Italiano alle Medie che mi chiedeva sempre se volessi leggere il mio tema e lo faceva in un modo talmente delicato che non faceva sentire a disagio coloro a cui non chiedeva di leggerlo. Al Liceo ricordo docenti preparatissimi, in particolare un docente che rendeva le lezioni di Italiano e Latino fantastiche. Ricordo anche il docente di Filosofia del Liceo, che non richiedeva lo studio sul libro, ma raccontava la Filosofia e ci chiedeva di leggere alcune righe, alcune pagine dell’autore trattato in modo da capire direttamente il suo pensiero.

Giulia: Tra i progetti previsti nel nostro Istituto qual è quello che preferisce.

Monica Fugaro: resti tra noi, il bel progetto di orientamento che anche voi fate con le maestre e che qui da noi inizia sin dall’infanzia con i piccoli e poi continua alle medie

Giulia: Cosa dobbiamo fare noi studenti per non deluderla?

Monica Fugaro: E’difficile che gli studenti mi deludano; mi deludono solo quando si comportano male con i compagni di classe.

Giulia: Qual è il motto della sua vita?

Monica Fugaro: Se puoi pensarlo, puoi farlo!

Giulia: Quale augurio vuole rivolgere ai bambini e ai ragazzi del nostro Istituto per questo anno scolastico?

Monica Fugaro: Vorrei farvi l’augurio di iniziare a comprendere quello che vi piace davvero, l’augurio di vedervi contenti in classe con i vostri insegnanti e di essere volenterosi nel fare tutte le cose che vi vengono proposte. L’augurio che ognuno si senta a proprio agio a scuola.

Al termine dell’intervista e della visita effettuata al plesso, i ragazzi si sono dimostrati soddisfatti dell’esperienza intrapresa e grati alla Dirigente Scolastica per l’accoglienza e la disponibilità ricevuta.

Questo compito autentico si è rivelato un ottimo strumento di orientamento: sia per conoscere il Plesso che ospiterà la maggior parte dei ragazzi uscenti sia per concludere il progetto “orientamento” che ha impegnato gli alunni in questo biennio alla scoperta del mondo delle professioni, ma sviluppando soprattutto la tenacia del “credere sempre in se stessi”.

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